Creatività, pensiero divergente e mindfulness

23 Aprile 2024

Creatività, pensiero divergente e mindfulness

Che cos’è la creatività?

La creatività è un concetto molto complesso da spiegare e per questo non c’è attualmente accordo su quella che può essere una definizione univoca. Tuttavia, possiamo dire che la creatività è la capacità di un individuo di risolvere problemi e ottenere risultati utilizzando soluzioni innovative e originali. Sul dizionario Treccani, la creatività viene collegata al pensiero divergente, un tipo di pensiero che permette di arrivare a soluzioni diverse da quelle che si otterrebbero utilizzando la logica. La creatività infatti si esprime attraverso la capacità di problem solving e attraverso gli insight, ovvero delle intuizioni che giungono improvvisamente per procedere con un compito o trovare una soluzione ad un problema.

La creatività si collega quindi alla tipologia di pensiero divergente differenziandosi da quello convergente, che si ha quando si risolve una problematica attraverso un ragionamento molto logico o focalizzato.

Pensiero convergente vs divergente

Gli esseri umani sono in grado di risolvere i problemi attraverso due modalità di pensiero, il pensiero convergente e il pensiero divergente. Il pensiero convergente viene utilizzato per risolvere problemi di vario genere, come quelli matematici. Questa modalità rappresenta una modalità di pensiero verticale in quanto necessita di passaggi specifici e definiti per poter arrivare alla soluzione. Il processo attuato infatti non è solamente di carattere logico, ma anche lineare e questo porta a una risposta univoca. Questa tipologia di pensiero chiaro e definito può essere utilizzato in quelle situazioni che accettano solo una risposta corretta. Per via della linearità del processo questa tipologia di pensiero non accetta eccezioni alla regola. Per quanto riguarda invece le informazioni utili per risolvere il problema, nella tipologia convergente l’attenzione rivolta ad esse è molto critica, si valutano fatti, prove o ipotesi e la conclusione finale risulta essere ben fondata e giustificata. Per via di tutte queste caratteristiche il pensiero convergente risulta essere molto utile per risolvere problemi matematici, in quanto necessitano di una serie di passaggi predefiniti e portano a una soluzione definitiva. Esistono però anche altre tipologie di problemi in cui il pensiero convergente risulta essere una soluzione, infatti i test a scelta multipla o i problemi logici richiedono questa tipologia di pensiero per essere risolti. In particolare i primi richiedono la capacità di discriminare tra diverse opzioni attraverso ragionamenti di carattere logico, mentre la seconda tipologia richiede un’analisi delle informazioni chiara e puntuale. Il pensiero convergente risulta essere utile anche quando occorre svolgere un’analisi di dati statistici o numerici, fare progetti pratici o prendere decisioni basati su criteri specifici. 

Al polo opposto si trova il pensiero divergente che è pensiero di tipo laterale e passa attraverso le intuizioni. Esso implica un tipo di ragionamento che va oltre la norma, rappresenta infatti la capacità di capire il significato di una frase o di una parola in un determinato contesto o concetti come l’ironia. Il pensiero divergente è una tipologia di pensiero che porta alla generazione di molte soluzioni differenti in risposta a una sola problematica, quindi non esiste un’unica risposta corretta, ma un ventaglio di risposte tutte potenzialmente corrette. Il pensiero convergente è infatti in relazione alla creatività, all’originalità e alla flessibilità. Il pensiero qui diventa molto flessibile e non si utilizza più la linearità, si analizza il problema cercando di utilizzare approcci e prospettive diverse, opposte o fuori dagli schemi. Le idee e le soluzioni vengono elaborate in una modalità apparentemente caotica e vengono messi insieme concetti e alternative che sembrano apparentemente non collegati.  Il pensiero divergente risulta molto utile per quanto riguarda la risoluzione di problematiche relative alla progettazione, soluzioni visive o innovazioni e problemi complessi. I problemi complessi sia sociali che non, presentano una moltitudine di fattori e questi non possono essere tutti analizzati in modo approfondito, questi problemi inoltre presentano all’interno tante sfaccettature diverse e per questo vedere la situazione da diversi punti di vista è l’unico modo per raggiungere una soluzione efficace. 

Il pensiero divergente inoltre si collega all’innovazione, anche tecnologica, in quanto per creare qualcosa di nuovo occorre uscire dal pensiero classico e trovare delle soluzioni che prima non erano mai state prese in considerazione; questo è vero anche per quanto riguarda il lato artistico, dove il pensiero divergente è indispensabile per creare nuove idee e prodotti.

Il pensiero divergente passa attraverso l’intuizione e l'insight, ovvero il raggiungimento di una soluzione che non passa dagli schemi logici, ma attraverso associazione ovvie e  raggiunge la consapevolezza dell’individuo in modo improvviso. Nel pensiero divergente le  intuizioni passano attraverso un cambio di prospettiva o attraverso la creatività, in quanto il fine è di trovare qualcosa di innovativo, di originale e nuovo.  Per questo motivo si dice “pensare fuori dagli schemi” quando ci si riferisce a questa tipologia di pensiero.


Cosa collega il pensiero divergente e la mindfulness?

Poiché nella mindfulness si “esce dai propri schemi” attraverso un'osservazione senza giudizio, senza farci influenzare da convinzioni ed esperienze passate allora si presume un collegamento tra mindfulness e creatività.

È ormai risaputo come la meditazione porti benefici positivi sia a livello fisico che mentale, e come la  mente ottenga risultati positivi dalla meditazione attraverso la stimolazione di alcune aree cerebrali. Le aree cerebrali stimolate sono le stesse del pensiero creativo e della risoluzione dei problemi. 

La relazione tra mindfulness e creatività sarebbe situata nella capacità della mindfulness di attivare una zona cerebrale che favorisce le connessioni tra diversi concetti portando alla formazione di nuove idee, oltre a questo la meditazione influisce sulle onde cerebrali di tipologia alfa che sono risultate essere molto presenti durante un processo creativo, queste onde fanno si che la persona percepisca uno stato di calma e di chiarezza e questo apre la mente verso a nuove soluzioni

Uno studio

Lo studio di Ostafin e Kassman del 2012, ha messo in relazione la Mindfulness e la creatività. Gli autori dello studio sono partiti dal presupposto che il pensiero creativo si origini dal pensare fuori dagli schemi abituali e che la mindfulness porti a diminuire la possibilità di essere influenzati da schemi ricorrenti. Dallo studio ne è emersa una correlazione soprattutto per quanto riguarda la possibilità di giungere a un insight. In uno studio consecutivo, si é studiata la relazione tra la capacità creativa dei partecipanti e la meditazione basata sull’Attenzione Focalizzata e quella Aperta rappresentata dalla mindfulness. I partecipanti hanno, per tre settimane, effettuato esercizi appartenenti a una delle due tipologie di meditazione oppure semplici esercizi di immaginazione per fungere da gruppo di controllo. Successivamente sono stati invitati a risolvere compiti Rat (remote association task) o AUT alternate use task. I primi si basano sulla capacità di collegare delle parole che sono concettualmente simili, (astuccio, scuola, matita e penna), il secondo prevede  invece di  trovare differenti usi, in numero maggiore possibile, ad un oggetto comune.  Infine valutarono anche l'umore. I risultati hanno mostrato che i risultati del  test Aut, risultano influenzati in modo positivo tra chi aveva praticato mindfulness, ma non negli altri due gruppi (meditazione con attenzione focalizzata, esercizi di immaginazione). Gli stessi risultati si sono ottenuti anche sugli altri test.  Risultati diversi sono giunti invece  nella scala dell'umore, in cui entrambe le tipologie di meditazione hanno portato a un aumento dell’umore.

Conclusioni 

Per concludere la pratica di mindfulness sembrerebbe molto utile per lo sviluppo del pensiero divergente e pertanto della possibilità di essere più creativi. La creatività infatti risulta indispensabile nel mondo odierno, per via di una serie di problematiche che richiedono di considerare troppi fattori alternativi e che dunque non si possono approfondire dal punto di vista logico. Inoltre la nostra società in continuo cambiamento richiede un livello di innovazione anche a livello mentale alto e continuo che comporta pertanto alla maggior richiesta di un pensiero di tipo creativo.

Sitografia
Agradi, D. (2021). Mindfulness e Creatività: il pensiero laterale. Tratto da Mindful Vision: mindfulvision.it
Calì, S. (2022). Allenare la creatività con la mindfulness. Tratto da Santina Calì Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale: menoansia.it 
Colzato, L. S., Ozturk, A., & Hommel, B. (2012). Meditate to create: the impact of focused-attention and open-minitoring training on convergent and divergent thinking. Frontiers in Psychology, 3, 1-8.
Tomorrow Bio. (2023). Rafforzare la creatività: La meditazione guidata come strumento di ispirazione. Tratto da Tomorrow.bio: tomorrow.bio
Venturini, M. (2017). Crea consapevolmente! Il legame tra la pratica di Mindfulness e la creatività. Tratto da State Of Mind: stateofmind.it 


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